Calvizie maschile: come individuarla?

Se c’è una cosa che spaventa la maggior parte degli uomini questa è la calvizie maschile. La caduta dei capelli ha dei sintomi ben precisi e può manifestarsi in diversi modi. Riconoscerla e curarla in tempo è molto importante per avere risultati efficaci.

Cause della calvizie

Nella maggior parte dei casi, la caduta dei capelli è una questione genetica ereditata dai genitori. Esistono però altri fattori scatenanti o che possono peggiorare o velocizzare la calvizie. Problematiche ormonali, ad esempio, possono incidere sul nostro cuoio capelluto un’alimentazione con poco ferro, disturbi o disfunzioni ormonali. Anche particolari stati emotivi possono peggiorare le nostre condizioni: periodi particolarmente stressanti o uno stato di nervosismo provocano una caduta dei capelli che può essere, in questi casi, temporanea.

La causa principale resta comunque una predisposizione genetica. In questo caso, la calvizie viene identificata come alopecia androgenetica ed è dovuta all’azione dell’enzima 5 alfa che trasforma il testosterone nel suo metabolita attivo diidrotestosterone, il DHT, che causa la perdita del bulbo e impedisce al capello di ricrescere. I geni che causano la comparsa dell’alopecia non sono stati ancora identificati ma il mondo scientifico è concorde nel riconoscere responsabili i geni che controllano gli enzimi. Per rallentare questo processo, esistono diversi farmaci che agiscono sul DHT, abbassandone i valori e la loro azione sui bulbi piliferi. Questa terapia ha notevoli effetti indesiderati che spinge diversi uomini a rifiutarla, il più grave è l’abbassamento della libido fino all’impotenza.

I sintomi della calvizie maschile

Questa problematica, definita in termini scientifici come alopecia, colpisce molto di più gli uomini rispetto alle donne che non ne sono, però, del tutto immuni. I primi sintomi di questa condizione possono manifestarsi fin da giovani. Un primo diradamento può palesarsi già intorno ai 18 anni o comunque prima dei 30 anni. Fin da queste fase iniziali, è importante monitorare e controllare con costanza la condizione della nostra capigliatura. Il diradamento, infatti, può indicarci quando sarà necessario rivolgersi ad uno specialista, quale zona del cuoio capelluto sarà più esposta a questo problema. Oltre al diradamento, controllate anche la stempiatura. Di solito la diagnosi può essere fatta da qualsiasi medico, anche quello di famiglia, in quanto si tratta di un problema facilmente riconoscibile. Esistono anche diversi test clinici che possono confermare l’alopecia e sono il tricogramma, esame microscopico del capello, il fototricogramma, analisi su fotografia dell’area del capello, l’esame dermatoscopico ed anche l’esame istologico su un campione o anche analisi del sangue.

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